Un nuovo studio farmaceutico utilizza INSTI raggiungere le persone non diagnosticate a Regina

3 aprile 2019

Susanne Nicolay (a destra) e la sua collega Vicky Schultz.

Il mese scorso una nuova ed entusiasmante iniziativa di screening in Saskatchewan ha fatto notizia, quando i media locali hanno riferito che i clienti della Queen City Wellness Pharmacy, nella città di Regina , avrebbero potuto sottoporsi a un test rapido dell’HIV della durata di un minuto nell’ambito di un nuovo studio. Abbiamo parlato con una delle figure chiave del progetto, Susanne Nicolay, coordinatrice clinica e di progetto presso Wellness Wheel, per saperne di più. Wellness Wheel è un'organizzazione sanitaria senza scopo di lucro che mira ad aumentare l'accesso alle cure per le malattie croniche, compreso l'HIV, in Saskatchewan.

«Questo piano nasce proprio dal fatto che il Saskatchewan è la provincia con il tasso più alto di sieropositivi a livello nazionale. Abbiamo anche i tassi più elevati di HCV [epatite C] e di coinfezione. Continuiamo a registrare nuovi casi di persone a cui viene diagnosticato l’HIV. Qui i test vengono offerti regolarmente, ma ciononostante a molte persone non vengono effettivamente proposti, né esiste un accesso agevole ai test dell’HIV per tutti», ha spiegato Susanne.

I test HIV point-of-care sono stati introdotti in Saskatchewan nel 2010. Regina è stata la prima zona a utilizzare INSTI il metodo del prelievo capillare per la raccolta dei campioni di sangue. Il servizio era ed è tuttora offerto principalmente tramite le cliniche sanitarie pubbliche in tutta la provincia. Susanne ha affermato: «Come in molte comunità, anche a Regina ci sono persone che lottano contro l’abuso di sostanze, compreso l’uso di droghe per via endovenosa.  I farmacisti sono nella posizione ideale per interagire con una varietà di persone e sono esperti nella consulenza. Una farmacia del territorio era preoccupata dal fatto che alcune persone non avessero accesso ai test per l’HIV e/o l’epatite C. Dopo ulteriori discussioni per trovare una soluzione, ci siamo resi conto che questi farmacisti potevano costituire un anello fondamentale tra la diagnosi e l’assistenza attraverso i test rapidi per l’HIV, soprattutto perché hanno un contatto così regolare con la comunità.”

Dopo aver ottenuto una sovvenzione a sostegno dell’iniziativa, Susanne e il suo team hanno lavorato duramente per avviare il progetto, assicurandosi che rispettasse gli standard di assistenza e sicurezza, compreso il conseguimento dell’approvazione da parte del comitato etico locale. Con il supporto di Susanne e di un’altra infermiera, la farmacia offre ora sistematicamente a ciascuno dei propri clienti la possibilità di sottoporsi a un INSTI , indipendentemente da eventuali rischi identificati o percepiti. A tutti i clienti abituali che si recano in farmacia viene proposto un test per l’HIV. Per coloro che acconsentono al test, è disponibile uno spazio privato per una consulenza riservata e informazioni sull'HIV e sul processo di test, seguite dal test stesso, che fornisce risultati immediati. Qualsiasi risultato reattivo del test point-of-care porterà la persona a sottoporsi a un test di conferma. Nel caso in cui venga confermata la presenza dell'HIV, la persona viene indirizzata verso ulteriori cure e consulenza. Coloro che risultano non reattivi (negativi) possono ricevere informazioni sulla prevenzione dell'HIV. Susanne afferma: «Finora abbiamo testato persone con diversi livelli di rischio. Alcune persone potrebbero non essere state precedentemente consapevoli dei possibili fattori di rischio, quindi i farmacisti hanno avuto l’opportunità di aprire davvero il dialogo non solo sull’HIV, ma su una serie di altre questioni, tra cui l’epatite C e la riduzione del rischio. In alcuni casi, la conversazione si è estesa a discussioni sulla PrEP e su altri metodi di prevenzione», aggiunge. «Nel complesso le cose stanno andando davvero bene e il feedback sia dei farmacisti che della loro clientela è stato davvero positivo. È una piccola farmacia e il personale è molto impegnato nella propria comunità».

Le farmaciste Christie Matechuk e Sarah Kozusko

I risultati di questo nuovo e innovativo programma saranno presentati in occasione della 27ª Conferenza annuale della CANAC ad aprile e della 28ª Conferenza canadese annuale sulla ricerca sull'HIV/AIDS a maggio. Pur non trattandosi di un programma permanente, lo studio potrebbe rivelarsi fondamentale per individuare modalità concrete per raggiungere le persone non diagnosticate e sostenere gli obiettivi regionali e nazionali in materia di prevenzione dell'HIV.

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