Cos'è la Giornata mondiale contro l'AIDS e perché è ancora importante?

1 dicembre 2021

Cos'è la Giornata mondiale contro l'AIDS?

 

Ridurre lo stigma, un test alla volta

Oggi è la Giornata mondiale contro l'AIDS, un evento annuale dedicato all'HIV/AIDS che viene celebrato in tutto il mondo. Giunta alla sua 33ª edizione, questa giornata è stata istituita nel 1988 da due addetti all'informazione sull'AIDS presso l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) con l'obiettivo di richiamare l'attenzione sulla malattia. Ogni anno la giornata è dedicata a un tema diverso per contribuire a sensibilizzare l'opinione pubblica, ridurre lo stigma e manifestare sostegno alle persone che convivono con l'HIV in tutto il mondo.

I primi anni dell’epidemia di HIV hanno portato alla scoperta che il virus può infettare chiunque senza fare distinzioni, un’inquietante analogia con la pandemia che stiamo vivendo oggi. Senza cure, senza vaccini e con un virus altamente letale, le persone affette da HIV e AIDS avevano poche speranze, dovendo affrontare malattie devastanti e una morte inevitabile nel giro di pochi anni. Mentre i ricercatori medici sono riusciti a sfruttare le conoscenze dei loro predecessori e a sviluppare vaccini per il COVID-19, l'HIV si è rivelato un virus più complesso, in grado di eludere le cure a causa della sua natura e del suo funzionamento. Date un'occhiata al nostro blog del 25 novembre per saperne di più su come il virus infetta il sistema immunitario.

I primi tempi dell'HIV non erano molto diversi dall'attuale pandemia di COVID-19: c'erano disinformazione, paura e confusione su come funzionasse il virus, da dove provenisse, chi potesse infettare e se fosse curabile. Purtroppo, è stato proprio allora che è iniziato lo stigma.

E anche se la reazione del mondo, e talvolta le azioni intraprese, non sono sempre state efficaci nei confronti dell’HIV, continuiamo a imparare. Non solo su come potremmo, un giorno, curare e guarire dall’HIV, ma anche su come combattere lo stigma che ha avuto un impatto negativo sulle persone che convivono con l’HIV, specialmente nei diversi gruppi demografici in cui il virus è più diffuso.

 

A che punto siamo oggi nella lotta contro l'HIV?

Sebbene il mondo abbia compiuto collettivamente progressi significativi verso l'eliminazione dell'HIV come minaccia per la salute pubblica, non siamo ancora arrivati al traguardo.

Nel 2020 si sono registrati:

  • Si stima che 7 milioni di persone siano affette da HIV
  • 680.000 persone sono morte per malattie correlate all'HIV
  • 5 milioni di persone hanno contratto il virus
  • Il 73% delle persone affette da HIV ha ricevuto una terapia antiretrovirale (ART) a vita

E sebbene i progressi continui nella terapia consentano alle persone affette da HIV di condurre una vita lunga e sana, i farmaci non sono privi di effetti collaterali.

Purtroppo, anche se in modo indiretto, il COVID-19 ha avuto ripercussioni sulla salute a livello mondiale. A causa del sovraccarico degli ospedali e della carenza di posti letto e di personale sanitario, i test per l’HIV sono diminuiti, con un conseguente aumento del rischio di ulteriori contagi e di diagnosi mancate.

 

Panoramica globale 

L'ONU ha fissato per il 2020 gli obiettivi 90-90-90 (il 90% delle persone affette da HIV deve sottoporsi al test, il 90% di quelle risultate positive deve ricevere cure e il 90% di coloro che seguono una terapia deve raggiungere la soppressione virale). E sebbene a livello mondiale questi obiettivi non siano stati del tutto raggiunti, il Canada ha compiuto notevoli progressi nel ridurre il proprio tasso di infezione e nell'assicurare a chi risulta positivo un rapido accesso alle cure e alle terapie.

Tuttavia, il quadro dell'HIV non è uguale in tutto il mondo, poiché alcune popolazioni si fanno carico di una quota sproporzionatamente elevata dei contagi a livello globale. Si continuano a riscontrare notevoli differenze a seconda della regione.

Per regione, i tassi di prevalenza dell'HIV sono:

  • Africa orientale e meridionale: 20,6 milioni di persone
  • Asia e Pacifico: 5,8 milioni di persone
  • Africa occidentale e centrale: 4,7 milioni di persone
  • America Latina: 2,1 milioni di persone
  • I Caraibi: 320.000 persone
  • Medio Oriente e Nord Africa: 230.000 persone
  • Europa occidentale e centrale e Nord America: 2,2 milioni di persone

 

Come si può vedere, l'Africa registra di gran lunga il numero più elevato di persone affette da HIV. Dei 37,7 milioni di persone che si stima siano infette a livello mondiale, 25,3 milioni si trovano in Africa: ciò equivale a oltre il 67% dei casi a livello globale.

Inoltre, nei paesi occidentali, le persone che subiscono disuguaglianze sociali sono colpite in modo sproporzionato, con tassi di contagio più elevati a causa del maggiore rischio di ritrovarsi senza fissa dimora, della mancanza di accesso alle cure mediche e dell’esposizione alla criminalità.

Questi dati e queste cifre aiutano a mettere in luce perché il tema di quest'anno sia così importante nella lotta contro l'HIV.

 

Strategia globale e obiettivi dell'UNAIDS

Per contribuire a debellare il virus come minaccia per la salute pubblica, l’UNAIDS ha fissato nuovi obiettivi denominati «95-95-95», al fine di sensibilizzare i paesi e responsabilizzarli nell’evitare lo scenario peggiore, ovvero 7,7 milioni di decessi correlati all’HIV nel prossimo decennio.

Questi obiettivi aggiornati per i prossimi otto anni, fino al 2030, costituiscono una revisione degli obiettivi 90-90-90 precedenti.

Questa strategia mira a:

  • Il 95% delle persone affette da HIV è a conoscenza del proprio stato
  • Il 95% delle persone che conoscono il proprio stato di salute è in cura
  • Il 95% delle persone in terapia presenta una carica virale soppressa talmente bassa che il loro sistema immunitario rimane forte e la probabilità di trasmettere l'HIV è notevolmente ridotta

Raggiungendo questi obiettivi, i principali vantaggi saranno che entro il 2030 vedremo:

  • Si evitano 21 milioni di decessi legati all'AIDS
  • Si evitano 9 milioni di contagi tra i bambini
  • Si evitano 28 milioni di infezioni da HIV
  • E un ritorno sull'investimento pari a 15 volte l'importo degli stanziamenti destinati alla lotta contro l'HIV

 

Perché la Giornata mondiale contro l'AIDS è ancora necessaria?

Con l'aumento dei contagi da HIV dovuto alle interruzioni registrate negli ultimi due anni a causa della pandemia, unito a un rallentamento della risposta del sistema sanitario pubblico all'HIV, è più importante che mai non allentare la presa e continuare a impegnarci con determinazione per sconfiggere questo virus mortale.

Con la pandemia di COVID-19 ancora in corso, è facile dimenticare che un’altra epidemia imperversa nel mondo ormai da decenni. L’HIV rappresenta ancora una minaccia globale per la salute pubblica. Oggi è un ottimo giorno per avviare un dialogo che porti consapevolezza e sostegno alle persone che convivono con l'HIV, al fine di continuare il lavoro volto a sradicare lo stigma e la discriminazione. Adottare un approccio incentrato sull'uomo, che si concentri sui diritti delle persone che convivono con l'HIV e sul miglior interesse della salute pubblica, contribuirà ad aumentare la consapevolezza riguardo al virus, alle modalità di trasmissione e alle opzioni terapeutiche disponibili. Ma, cosa più importante, contribuirà a ridurre lo stigma e a sostenere le persone che convivono con il virus.

 

È come un cerchio

Senza sottoporsi al test, non c'è modo sicuro di conoscere il proprio stato. Senza conoscere il proprio stato, non c'è modo di sapere se si è al sicuro o se lo sono i propri partner. Senza questo, non c'è modo di prevenire l'HIV al 100%. È come un circolo: tutto è collegato, senza eccezioni. Ma per fortuna, sottoporsi al test sta diventando più facile. Quando, oltre trent'anni fa, è stata istituita la Giornata mondiale contro l'AIDS, non esistevano i test rapidi. Per conoscere il proprio stato di salute bisognava recarsi in una clinica di salute sessuale o richiedere il test al proprio medico. Oggi, in paesi come il Canada, il Regno Unito e il Sudafrica, è possibile acquistare un test autodiagnostico da effettuare nella privacy e nel comfort della propria casa. I test rapidi sono sicuri, accurati e accessibili. Sebbene nulla possa sostituire le conoscenze e le competenze del proprio medico, i test rapidi sono un pilastro fondamentale nella lotta per porre fine all’epidemia di HIV.

E sebbene non esista una soluzione unica o semplice per l'HIV, il test rimane uno strumento accessibile, economico e accurato, fondamentale per contribuire a ridurre il tasso di trasmissione.

 

E adesso? 

Francamente, la speranza. Perché, a oltre quarant’anni dalla prima identificazione dell’HIV, si continua a lavorare per trovare una soluzione a questo virus incredibilmente insidioso e quasi impossibile da sconfiggere. Sembra che la tecnologia odierna abbia finalmente raggiunto il livello delle menti e della visione dei ricercatori medici, offrendo al mondo una possibilità sempre più concreta di sconfiggere l’HIV ed eliminarlo come crisi sanitaria globale.

Oggi si registrano progressi notevoli nella ricerca sull'HIV, come la recente notizia dei primi studi clinici sull'uomo relativi alla tecnologia di terapia di editing genetico CRISPR. Oppure la ricerca basata sugli «elite controller», secondo cui circa l'1% della popolazione, naturalmente resistente all'HIV, potrebbe contribuire a portare il mondo alla prima cura o al primo vaccino. 

E anche se a volte sembra che il COVID-19 sia qui da sempre, l’HIV continua a colpire le famiglie di tutto il mondo. Considerando i numerosi gruppi e le regioni del mondo in cui la popolazione affetta da infezione da HIV è sovrarappresentata, dobbiamo lavorare insieme come comunità internazionale per sradicare il virus e lo stigma ad esso associato. In un mondo così vasto, dove tante voci reclamano attenzione, finanziamenti e sostegno, può capitare facilmente di dimenticare una malattia che fa parte della storia del mondo da così tanto tempo.

Mentre ricercatori e scienziati lavorano per trovare una cura (e un vaccino), è più importante che mai contribuire a porre fine alle disuguaglianze e all’AIDS. Crediamo di poter contribuire non solo a ridurre la trasmissione, ma anche a combattere lo stigma, un test alla volta.

 

Riferimenti

https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/hiv-aids

https://www.avert.org/professionals/hiv-social-issues/stigma-discrimination

https://www.hiv.gov/hiv-basics/overview/making-a-difference/standing-up-to-stigma

https://www.cdc.gov/hiv/basics/hiv-stigma/index.html

https://www.who.int/campaigns/world-aids-day/world-aids-day-2021

https://www.apa.org/pi/ses/resources/publications/hiv-aids

 

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